Le VIE di Settembre al Borgo. La valutazione delle ricadute socio-economiche del festival sulla Città di Caserta

Tipologia: 
Articolo
Data pubblicazione: 
Febbraio 2008
Flavio Bocciero
Settori: Festival

Gli strumenti per la promozione e la distribuzione delle rappresentazioni artistiche si sono moltiplicati in modo più che esponenziale negli ultimi decenni e la diffusione di opere teatrali, musicali o cinematografiche può oggi contare su supporti prima neanche immaginabili: network televisivi specializzati che programmano quasi esclusivamente film d'autore o concerti di grande levatura, senza parlare della nuova prassi del downloading dalle reti Internet o della possibilità di usufruire di contenuti audiovisivi direttamente sui telefoni cellulari.
In questo scenario, i festival perdono una delle loro primordiali e principali funzioni e cioè quella di rappresentare, in molti casi, la sola l'occasione per conoscere e godere di certe forme d'arte che altrimenti resterebbero inaccessibili. Se, oltre a questo, si tiene conto della considerevole contrazione delle risorse disponibili (soprattutto quelle pubbliche) che è divenuta una tipicità del sistema italiano, non sarebbe difficile immaginare di trovarci di fronte ad una crisi del settore dalle dimensioni insormontabili; invece, tutto ciò non si traduce in una riduzione ma, al contrario, in un'esplosione di festival e rassegne.
Una spiegazione di questo paradosso potrebbe essere individuata nel fatto che i festival offrono al loro pubblico qualcosa in più di una semplice partecipazione a manifestazioni teatrali o musicali, configurandosi come luoghi d'aggregazione e d'incontro con una forte vivacità sociale e un'innata vocazione alla condivisione d'idee e allo stimolo culturale.
La sempre maggiore rilevanza che i festival hanno assunto negli ultimi anni richiama l'attenzione non solo di artisti e cultori delle performing arts ma anche di studiosi di scienze economiche e sociali e soprattutto dei vertici delle istituzioni locali. Le ragioni sono di facile intuizione: i festival, così come tutte le altre manifestazioni analoghe (mostre, fiere, eventi sportivi, ecc.), rappresentano fondamentali strumenti di marketing del territorio che, grazie alle loro potenzialità di richiamare turisti e diffondere dell'immagine dell'area, riescono ad attirare investimenti ed innescare veri e propri processi di rigenerazione economica all'interno delle aree ospitanti.
Inoltre, va considerato che tali eventi, al di là dal contributo economico che offrono alla valorizzazione del territorio, si configurano come importanti fattori di sviluppo e d'integrazione sociale per gli spettatori che vi partecipano e per l'intera comunità.
L'obiettivo di questa ricerca è la verifica dell'esistenza di una relazione tra l'organizzazione di un festival e gli impatti socio-economici indotti sul territorio tentando di valutare come (e quanto) la presenza di spettatori richiamati nell'area dalla programmazione dell'evento possa influire sulla spesa e, al tempo stesso, generare entrate addizionali per gli operatori economici e per le finanze pubbliche. In particolare, si è deciso di analizzare il caso di uno dei più importanti festival della Campania: il Settembre al Borgo di Casertavecchia.
 

Articolo completo in PDF: