Salviamo la luna: arte pubblica come nuova forma di interazione tra pubblico e museo

Tipologia: 
Articolo
Data pubblicazione: 
Settembre 2008
Matteo Balduzzi

Il Museo di Fotografia Contemporanea è per sua carta di identità - luogo e data di nascita - un museo diverso.
Nasce con il compito di conservare, studiare e divulgare una specifica forma d'arte, la fotografia, proprio nel momento in cui questa, malgrado il grande successo nel mercato, attraversa una fase di profonda e irreversibile trasformazione, non soltanto tecnologica. Sempre più arte media, la fotografia sembra infatti in cerca di una nuova identità culturale tra società e arte, tra oggetto e comunicazione, tra la conservazione di un proprio specifico e l'integrazione, se non la dissoluzione, nel complesso e articolato universo dell'immagine digitale e più in generale dell'arte contemporanea.
E nasce a Cinisello Balsamo, una città di oltre 70.000 abitanti nella periferia nord di Milano che fino a qualche decennio fa era un luogo simbolo della città-dormitorio e che oggi cerca faticosamente, attraverso nuove connessioni fisiche e progetti di alta qualità urbana, di compiere un salto di qualità. Una localizzazione innovativa per un museo e dalle grandi potenzialità, che soffre però dell'attuale momento di crisi dell'intero sistema milanese nel passaggio da una dimensione di città ormai evidentemente soffocante a un'area metropolitana che di fatto, a livello di percezione, gestione, mobilità, ancora non esiste.
Ecco dunque che per il Museo di Fotografia Contemporanea le questioni legate al rapporto con il pubblico e una riflessione sul proprio ruolo nella società, peraltro oggi ineludibili per qualsiasi istituzione culturale, non possono che essere centrali fin dall'avvio del progetto.
Di questo dialogo con il pubblico sono espressione attività spesso considerate in modo separato all'interno dei musei come l'allestimento di mostre negli spazi urbani sia a Cinisello Balsamo che a Milano, la committenza di progetti specifici ad artisti e fotografi, la collaborazione con altre istituzioni e associazioni per concorsi e progetti esterni al museo, l'attivazione di un servizio educativo capace di sperimentare forme innovative di didattica riservate a ogni tipo di utente, la ricerca di nuove forme di presenza all'interno dei media.

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