Andare al museo. Motivazioni, comportamenti ed impatto cognitivo

Tipologia: 
Articolo
Data pubblicazione: 
Gennaio 2003
Alessandra ZamboninFederico NeresiniMassimiliano Bucchi

Negli ultimi anni la percezione del ruolo sociale delle istituzioni museali è profondamente mutata. Da spazio chiuso e autoreferenziale, di mera conservazione della memoria, il museo è passato ad essere considerato sempre di più come un'istituzione aperta, un operatore culturale, a servizio del pubblico, attivo nella diffusione del sapere scientifico, storico ed artistico.
 
Questo nuovo ruolo presuppone però una riflessione approfondita sull'effettiva capacità del museo di comunicare i propri contenuti ai visitatori. Rispetto alla letteratura finora prodotta in materia di musei, Andare al museo si presenta come un'indagine innovativa, che fa fronte a questa carenza: se gli strumenti di analisi precedenti riguardavano prevalentemente la customer satisfaction, con domande sul costo dei biglietti, l'allestimento e i locali del museo, qui è in specifico l'impatto cognitivo della visita ad essere preso in considerazione. Gli autori hanno infatti mirato a costituire un modello di analisi sociologica per rilevare con quali motivazioni e atteggiamenti gli utenti si rechino al museo, per poter poi valutare cosa essi abbiano recepito di nuovo rispetto alle loro conoscenze pregresse. Un team di psicologi, sociologi e storici della scienza, coordinato dal Prof. Renato Mazzolini dell'Università di Trento, e finanziato dalla Provincia Autonoma di Trento e dall'Università degli Studi di Trento, nel 2000 ha intervistato circa 2400 persone tra i visitatori di tre collezioni permanenti (Il Museo Civico di Scienze Naturali di Rovereto, il Castello del Buonconsiglio, il Museo degli Usi e Costumi di San Michele all'Adige) e di tre mostre temporanee (Il Diluvio universale presso il Museo Tridentino di Scienze Naturali, la mostra dedicata a Segantini presso il Mart a Palazzo delle Albere, la mostra sui diari Parole che escono dall'ombra a Palazzo Trentini, organizzata dal Museo Storico).
Le interviste sono state condotte prima e dopo la visita e telefonicamente a distanza di alcuni mesi da essa.
 

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