Tra cultura e commercio

Tipologia: 
Articolo
Data pubblicazione: 
Settembre 2001

Il presente articolo è un estratto della ricerca realizzata lo scorso anno da AEA per conto della Museum and Gallery Commission e pubblicata su "CREATIVE INDUSTRY" - la prima rivista del Regno Unito che si occupi specificamente della questione della produzione di reddito nel settore museale.
Da quando la ricerca è stata pubblicata, elementi di riflessione hanno continuato a emergere dal mercato non solo di settore, permettendoci di ridefinire parte delle sue conclusioni.

Lo scenario di riferimento
 
Da uno sguardo di insieme sul rapporto tra il settore museale e le attività commerciali nel Regno Unito, il quadro che emerge è piuttosto composito: pochi casi di alto livello si distinguono in un panorama di operazioni decisamente meno significative e poco redditizie. Non c'è alcuna relazione tra il successo di un'operazione commerciale e le dimensioni del museo che le attiva.
Inoltre, anche le operazioni commerciali di maggior successo danno un modesto contributo all'assetto finanziario del museo nel suo insieme. Raramente il loro contributo supera il 5% nel budget di gestione dei musei.
In confronto, le entrate garantite dalla biglietteria sono molto più considerevoli -contribuendo a coprire per oltre il 20% i costi di base. Ciò detto, le entrate derivanti da attività commerciali, sebbene modeste in termini assoluti, sono spesso importanti come ulteriore fonte di finanziamento per attività la cui esistenza è minacciata dal diminuire dei fondi destinati alla sussistenza delle attività principali - mostre, conservazione e acquisizioni. Sono inoltre un elemento importante per una maggiore diversificazione delle fonti di entrata.

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