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La partecipazione del visitatore dal laboratorio all’User-Generated Content

Tipologia: 
Articolo
Data pubblicazione: 
Aprile 2011
Irene Popoli

La tecnologia, nei vari settori in cui si è sviluppata, ed i prodotti di consumo che essa ha generato nel tempo, sono entrati poco a poco nella nostra quotidianità fino a diventare un elemento familiare e, spesso, imprescindibile per la maggior parte delle persone.
Tuttavia, negli ultimi anni, e soprattutto nell’ultimo quinquennio, il rapporto con gli strumenti tecnologici si è andato modificando in modo sostanziale.
Da un approccio passivo, in cui la persona utilizzava, per quanto gli consentissero le sue nozioni, il servizio offerto dall’oggetto tecnologico e da esso si aspettava null’altro che essere uguale a tutti gli altri oggetti (in questo senso la spinta consumistica ed omologante della società è stata determinante non solo dal punto di vista delle scelte produttive industriali ma anche nella definizione di gusti e costumi sociali), ad un approccio, quello cosiddetto “2.0”, in cui ogni individuo oggi si aspetta che il prodotto tecnologico venga incontro alle sue esigenze e possa essere modificato, costumizzato, adattato per diventare unico e speciale.
Il fulcro del fenomeno del web 2.0 è questo: la partecipazione in prima persona e la rete di conoscenze e relazioni che si creano restando attivi su internet sta progressivamente modificando il modo in cui le persone ripensano non soltanto gli oggetti ed i servizi offerti, ma soprattutto le aziende e le istituzioni che li forniscono.

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