Curare un libro in questo particolare momento di crisi del settore culturale e scegliere di chiamarlo “Spunti per una rivoluzione” può apparire allo stesso tempo provocatorio ed ambizioso. Cosa che in effetti è. Quello che non vuole essere, nonostante la neanche tanto velata provocazione, è il manifesto di gente arrabbiata che ha trovato in questo testo uno strumento per lo scontro generazionale. “Spunti per una rivoluzione.
Il testo, presentato per la prima volta al pubblico italiano nel corso di ArtLab09, è stato coordinato da Judith Staines, esperta di tematiche legate alla mobilità internazionale di artisti e operatori culturali.
L'implementazione di servizi bibliotecari non può prescindere dall'analisi della fisionomia e dei bisogni della comunità destinataria: una "comunità", nella maggior parte dei casi, strutturalmente modificata dai flussi migratori e in costante cambiamento, che impone alle biblioteche, per offrire servizi davvero rilevanti per i nuovi cittadini, di confrontarsi con elementi finora ritenuti estranei, quali l'appartenenza etnico-religiosa, le abitudini culturali e i comportamenti sociali diversi, la capac
"Il secolo del disco è finito", recita il sottotitolo, anticipando l'argomento dei primi capitoli. Dopo una breve introduzione, l'autore ripercorre infatti l'evoluzione degli strumenti per la registrazione e il riascolto della musica, dai primi fonografi all'iPod, evidenziando la perdita di valore e di sacralità dei supporti, il passaggio del dominio della copia nelle mani dell'utente e le profonde modifiche avvenute nei comportamenti di fruizione.
Oggetto del bel libro di Remo Bassetti è la strategia di marketing che classifica gli individui in gruppi omogenei (target) e, studiati i gusti e gli interessi di ciascun gruppo, propone prodotti e servizi che ne soddisfino le esigenze.
Come sostiene Sara Bonini Baraldi le sorti dei Beni e del Patrimonio culturale italiano non possono essere disgiunte, né a livello normativo né a livello operativo né a livello d'analisi, da quelle del sistema pubblico nel suo complesso, e dal potente fenomeno di "managerializzazione" che lo ha recentemente investito.
Il libro di Milena Dragiĉevic Ŝeŝic e di Sanjin Dragojeviĉ è incentrato su un argomento poco affrontato nella letteratura manageriale di settore: lo sviluppo strategico delle organizzazioni artistico-culturali che operano in contesti socio-economici incerti e turbolenti. Non a caso gli autori provengono e hanno analizzato la realtà dei paesi dell'est Europa dell'area post-comunista che stanno vivendo profondi cambiamenti nelle istituzioni, nella pubblica amministrazione, nelle istituzioni, nel mercato e nella società civile.
Il bel libro di Antinucci, in poco più di 120 pagine, racconta con lucida disillusione una storia di incontri mancati, di strade che non trovano intersezioni, come gli annodamenti autostradali metropolitani che danno luogo a figure lobate, a quadrifogli, ad incroci in cui ciascuna fascio di corsie corre su di un proprio livello, senza intersezioni a raso con il resto della "matassa" autostradale.
Roma, 19-20-21 maggio 2010
Fondazione Fitzcarraldo e la Scuola di Fundraising di Roma organizzano la seconda edizione del corso di fund raising in ambito culturale