L'analisi del comportamento del visitatore all'interno del museo: uno studio empirico

Tipologia: 
Articolo
Data pubblicazione: 
Maggio 2006
Alessandro BolloLuca Dal Pozzolo

Dal punto di vista teorico l'osservazione dei comportamenti di fruizione all'interno di uno spazio museale consente di affrontare alcuni temi e fenomeni particolarmente rilevanti nella realizzazione dell'esperienza museale: il tempo, la selezione dello spazio di visita, l'attenzione e la capacità di trattenimento delle informazioni da intendersi come "risorse scarse" a disposizione del fruitore, le modalità di visita profondamente influenzate dall’articolazione dello spazio.
L'osservazione consente infatti di analizzare i comportamenti, in particolare i comportamenti non verbali messi in atto durante l'esperienza di visita e di valutare come l'ambiente (costituito dallo spazio architettonico e dal suo allestimento museografico, ovvero la struttura del percorso, la densità degli oggetti presenti, le modalità di comunicazione ed esposizione, ecc.) orienti le modalità di interazione e di partecipazione con il museo.
Le recenti acquisizioni teoriche inerenti l'apprendimento e la costruzione dei significati nel museo tendono a non considerare più il visitatore come un soggetto neutro, passivo, una "tabula rasa" o un vaso che va colmato di informazioni e conoscenza attraverso un processo di stimolazione unidirezionale (dall'emittente-museo al destinatario-visitatore). Il visitatore è invece un soggetto attivo e determinante nella (ri)costruzione dei significati ed è lui, in ultima istanza, a formulare una proposta di senso sugli oggetti e sulle opere che incontra nel cammino. L'applicazione delle teorie della ricezione (Jauss, Stempel, Mukarovsky) al contesto artistico sottolineano infatti il ruolo del processo di fruizione che diventa parte costitutiva dell'evento artistico stesso. Secondo Anna Lisa Tota l'opera d’arte "è concepita come prodotta nell'intersezione tra il vettore di significati, inscritto nell’opera stessa dall'autore e l'esperienza effettiva di fruizione di un attore sociale che individua quali dei significati possibili utilizzare".
Non esisterebbe quindi una proposta "sola" e predefinita nella produzione di senso, ma uno spettro di significati possibili, orientati semmai dalle scelte curatoriali ed espostive, ma declinati in funzione del portato culturale ed esistenziale di ciascun visitatore.
Le stesse teorie dell'apprendimento considerano il museo un luogo nel quale i processi informali di apprendimento dipendono sia dalla situazione soggettiva e individuale del visitatore (percorso biografico, capitale culturale, interessi. etc.) sia dal contesto sociale e dall'ambiente in cui il processo si realizza (presenza di altre persone, stimolazione sensoriale, sistema di interpretazione del museo, morfologia dello spazio e layout degli oggetti).

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